Putin e il falso storico dello stato artificiale nei colloqui riservati con George W. Bush

JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images

La pubblicazione, da parte del National Security Archive (organizzazione non governativa indipendente, fondata nel 1985 presso la George Washington University), delle trascrizioni desecretate di alcune conversazioni tra George W. Bush e Vladimir Putin (2001–2008) offre una rara occasione per osservare direttamente il modo in cui il presidente russo concepiva l’Ucraina prima del 2014 e del 2022. In questi colloqui riservati, Putin espone una visione dell’Ucraina come entità storicamente derivata dalla Russia, descritta come uno stato artificiale, nato da decisioni arbitrarie della leadership sovietica. Queste affermazioni alla luce della storiografia e del diritto internazionale, costituiscono un falso storico e mostrano chiaramente l’intenzione politica di Putin funzionale a delegittimare la sovranità dell’Ucraina.

Nel primo incontro del 16 giugno 2001, Putin offre a Bush una lettura del tutto personale della dissoluzione dell’URSS. Afferma che i dirigenti sovietici avrebbero dato via territori storicamente russi, includendo esplicitamente l’Ucraina:

«The Soviet leadership gave away thousands of square kilometers of territory. Unheard of. Ukraine, which for centuries was part of Russia, was given away»

Memorandum of Conversation, 16 giugno 2001, National Security Archive

Questa affermazione non è una digressione marginale: serve a presentare l’indipendenza ucraina come il risultato di una scelta politica sbagliata e reversibile, più che l’espressione di una volontà nazionale.

Nel colloquio del 6 aprile 2008, alla vigilia del vertice NATO di Bucarest, il discorso si fa ancora più esplicito. Putin collega direttamente la questione ucraina alla sicurezza russa, sostenendo che l’eventuale adesione dell’Ucraina alla NATO produrrebbe una frattura duratura nei rapporti con Washington:

«Ukraine joining NATO would create a long-term source of conflict between the United States and Russia»

Memorandum of Conversation, 6 aprile 2008, National Security Archive

Anche in questa occasione Putin ribadisce che l’Ucraina è uno Stato costruito in modo artificiale in epoca sovietica e caratterizzato da profonde divisioni interne, argomentando che tale fragilità renderebbe l’allargamento dell’Alleanza Atlantica una minaccia diretta alla sicurezza della Russia.

L’idea che l’Ucraina sia uno stato artificiale poggia però su un equivoco fondamentale

l’identificazione della legittimità nazionale con la continuità statale imperiale. Secondo questo criterio, solo le entità politiche dotate di uno Stato unitario e sovrano per secoli sarebbero autentiche. Applicato coerentemente, però, questo criterio renderebbe artificiali la maggior parte degli Stati europei moderni, inclusi Italia e Germania, nati come Stati unitari solo nel XIX secolo. La storiografia contemporanea distingue invece tra dominio politico e identità nazionale. Un sentimento nazionale può svilupparsi – linguisticamente, culturalmente e socialmente – anche in assenza di uno Stato indipendente. In questo senso, l’Ucraina segue un percorso del tutto comparabile a quello di molte altre nazioni europee.

Dal punto di vista storico, la tesi di Putin presenta almeno tre gravi distorsioni

L’eredità della Rus’ di Kyiv. Lo Stato medievale con centro a Kyiv precede di secoli la nascita di Mosca. Parlare dell’Ucraina come derivata dalla Russia implica un anacronismo: è piuttosto la Moscovia a svilupparsi successivamente, appropriandosi in seguito dell’eredità simbolica della Rus’.

La lingua e la cultura ucraine. La lingua ucraina è attestata come distinta dal russo già tra il XIV e il XV secolo, e nel XIX secolo esiste una tradizione letteraria ucraina pienamente sviluppata. Una comunità con lingua, letteratura e memoria storica proprie non può essere ridotta a un semplice prodotto amministrativo.

Le esperienze statuali precedenti al 1991. L’Hetmanato cosacco tra XVII e XVIII secolo, così come le repubbliche ucraine del periodo 1917–1921, dimostrano che l’idea di uno Stato ucraino precede di molto l’URSS. L’Unione Sovietica non crea l’Ucraina dal nulla, ma la incorpora dopo conflitti armati e resistenze significative.

Nelle conversazioni con Bush, quando Putin suggerisce che l’Ucraina sia stata donata o concessa dalla leadership sovietica, ignora volutamente il carattere coercitivo dell’integrazione sovietica. Tra gli anni Venti e Trenta, Mosca attuò una repressione sistematica delle élite ucraine (politiche, culturali e intellettuali) per consolidare il controllo dell’Ucraina all’interno dell’URSS. Tali politiche non sono certo compatibili con l’idea di uno Stato privo di identità propria: nessun centro imperiale avrebbe bisogno di una repressione così massiccia contro una semplice costruzione artificiale.

Anche sul piano giuridico la tesi di Putin è insostenibile. Nel 1991 l’Ucraina proclama l’indipendenza attraverso un referendum in cui oltre il 90% dei votanti si esprime a favore, con maggioranze in tutte le regioni, Crimea inclusa. La Russia riconosce formalmente l’Ucraina come Stato sovrano, ne accetta i confini e ribadisce tale riconoscimento in accordi successivi, tra cui il Memorandum di Budapest del 1994. Dal punto di vista del diritto internazionale, quindi, l’Ucraina è uno Stato pienamente legittimo. La narrazione dello stato artificiale non è solo storicamente infondata, ma contraddice anche gli impegni giuridici assunti dalla Russia stessa.

Mettendo a confronto le affermazioni di Putin nelle conversazioni con Bush e i risultati della ricerca storica si evidenzia la natura selettiva e fuorviante della sua narrazione.

Riassumendo, quando Putin afferma nel 2001 che «l’Ucraina, che per secoli è stata parte della Russia, è stata data via», presuppone un’identità storica unica e continua tra Russia e Ucraina. La storiografia mostra invece che la Rus’ di Kyiv precede la nascita della Moscovia e che l’identità ucraina si sviluppa lungo un percorso distinto, pur intrecciato, da quello russo. L’uso del concetto di parte della Russia è quindi strumentale a una strategia ben precisa. Nel 2008, sostenendo che l’adesione dell’Ucraina alla NATO creerebbe una fonte di conflitto a lungo termine, Putin presenta ancora l’Ucraina come uno Stato artificiale intrinsecamente instabile e l’idea che sia una costruzione sovietica ignorando il fatto che l’URSS non la creò, ma la incorporò dopo guerre e repressioni. Il sottotesto di questa affermazione, anche alla luce dei fatti odierni e del percorso storico/politico ucraino dal 1991 a oggi, ci suggerisce che la sua opposizione all’ingresso dell’Ucraina nella NATO possa non essere stata semplicemente per un problema di sicurezza, ma togliesse dal tavolo una ipotetica futura invasione come strumento per ritornare in possesso di un’Ucraina data via, nel caso l’opzione di influenza politica (es. Bielorussia) fosse fallita.

In conclusione possiamo dire che le conversazioni tra Putin e Bush mostrano che la visione russa dell’Ucraina come entità artificiale e problematica non nasce con le crisi recenti del 2014 o del 2022, ma è radicata da tempo nel pensiero del presidente russo e, così come l’opposizione all’ingresso nella NATO, è strumentale alla concezione imperiale di riappropriarsi di territori che considera propri, ignorando secoli di sviluppo culturale, linguistico e politico, delegittimando la sovranità ucraina nonché il principio di autodeterminazione dei popoli.

FONTI E APPROFONDIMENTI:

• National Security Archive, Memorandum of Conversation: Restricted Meeting with Russian President Vladimir Putin, 16 giugno 2001

• National Security Archive, Memorandum of Conversation: Meeting with President of Russia, 6 aprile 2008

• Serhii Plokhy, Le porte d’Europa. Storia dell’Ucraina, Mondadori (collana Le scie – Nuova serie stranieri) 2022

• Simone Attilio Bellezza, Identità ucraina. Storia del movimento nazionale dal 1800 a oggi. Laterza, 2024.

• Documenti ONU; Trattato di amicizia Russia–Ucraina (1997); Memorandum di Budapest (1994)

LINK A DOCUMENTI E ARTICOLI:

https://nsarchive.gwu.edu/…/archive-lawsuit-opens…

https://nsarchive.gwu.edu/…/33709-document-1-memorandum…

https://nsarchive.gwu.edu/…/33711-document-3-memorandum…

https://www.pravda.com.ua/eng/news/2025/12/25/8013358

https://nsarchive.gwu.edu/media/33710/ocr

https://treaties.un.org/…/UNTS/Volume%203007/v3007.pdf

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