La Russia sta dissanguando l’Africa per finanziare la sua guerra
Traduzione dell’articolo di Jess Daly, pubblicato su United24 il 23/1/26

I mercenari della Wagner stanno trasformando i giacimenti auriferi dell’Africa occidentale in campi di morte. Dal Sudan alla Repubblica Centrafricana (CAR), le forze sostenute dalla Russia saccheggiano, uccidono e contrabbandano oro e altre risorse per finanziare la guerra di Mosca in Ucraina.
Secondo la Banca centrale russa, le riserve auree della Russia hanno raggiunto un record di 310 miliardi di dollari nel dicembre 2025. Per sostenere la sua economia di guerra, il governo vendeva oro alla Banca Centrale RUSSA (CBR) per ottenere rubli, mantenendo i lingotti all’interno del paese e coprendo i deficit di bilancio causati dalle sanzioni occidentali. Ora la CBR ha anche iniziato a immettere oro fisico sul mercato interno e internazionale (in particolare verso la Cina), da un lato per garantire alle banche e alle grandi aziende russe di acquistare oro sovrano e gestire la propria liquidità nel contesto delle sanzioni e, dall’altro, per ottenere liquidità e valuta per stabilizzare i tassi di cambio.
Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022, le esportazioni di oro verso l’Occidente sono state bloccate, spingendo la Russia verso l’Africa, dove il metallo viene riciclato e riesportato come prodotto di terze parti. Il Mali, che non è soggetto a sanzioni sull’oro, fornisce una scappatoia che il Cremlino sfrutta per finanziare attività illecite.
L’Africa Corps e altre unità di sicurezza russe hanno esteso il controllo sulle miniere, ricorrendo all’omicidio e alla tortura per assicurarsi il metallo. Con più della metà dell’oro del National Wealth Fund già venduta, la Russia sta rapidamente consumando le sue risorse economiche e militari e si affida sempre più all’“oro africano” per finanziare la sua guerra in Ucraina.
Dal 2022, l’oro africano contrabbandato attraverso reti legate al Cremlino ha generato più di 2,5 miliardi di dollari, secondo il Blood Gold Report. L’indagine, avviata nel 2023, traccia i legami tra mercenari russi, governi autoritari africani e industrie estrattive. L’oro è stato usato come pagamento per il sostegno dell’Iran e per acquistare armi nordcoreane.
In un caso recente, aerei militari russi, presentati come voli civili, avrebbero trasportato oro e supporto logistico militare nell’ambito di una sequenza insolita di voli verso Teheran, protrattasi fino alla fine di dicembre 2025.
PERCHÉ L’ORO È IMPORTANTE NELL’ECONOMIA DI GUERRA DELLA RUSSIA
L’oro è diventato il metallo più redditizio e strategicamente vitale per la Russia. Essendo uno dei maggiori produttori mondiali, la Russia detiene giacimenti non solo nell’ex Unione Sovietica ma anche in Africa. Tagliata fuori dal sistema finanziario globale, l’oro è facile da fondere, riciclare e spostare nei mercati neri, eludendo le sanzioni.
«In questo momento, Mosca usa l’oro per sostenere la sua economia di guerra e rafforzare l’accesso a beni cruciali, pur mantenendo un’influenza considerevole sulla produzione di oro in Asia centrale e in Africa»
— John Kennedy, responsabile della ricerca per la difesa e la sicurezza di RAND Europe
Prima dell’invasione su larga scala, la Russia aveva deciso di “ripulire” completamente il proprio salvadanaio nazionale – il National Wealth Fund (NWF), il fondo sovrano russo – dalle valute occidentali (come Dollaro ed Euro), puntando tutto su una combinazione della valuta cinese, al 60% yuan, e del metallo prezioso, al 40% oro, un netto vantaggio contro la pressione economica occidentale. Oggi, la Russia usa oro fisico per pagamenti interstatali, e imprese russe sono coinvolte in scambi tipo oro per beni, oro per armi e oro per contanti, ha riportato la RAND.
Le cifre ufficiali russe sono poco affidabili, incluse quelle su spesa e perdite militari. Per questo, indagini di think-tank indipendenti sono di vitale importanza, offrendo analisi approfondite basate su dati oggettivi riguardo a operazioni statali lucrative.
Nel rapporto RAND Gold Rush: how Russia is using gold in wartime, si evidenzia che lo stato russo è profondamente coinvolto o incoraggia traffici d’oro poco chiari – dal controllo di imprese minerarie al contrabbando e all’uso del metallo prezioso in una serie di transazioni non ufficiali.
Ad esempio, la fabbrica russa di droni Yelabuga ha pagato il produttore iraniano Sahara Thunder
in lingotti d’oro per circa 104 milioni di dollari in cambio di 6.000 droni Shahed e altro equipaggiamento, come rivelato da C4ADS.

L’AFRICA COME TESORERIA ALTERNATIVA DEL CREMLINO
La Russia ha ampliato la sua presenza in Africa centrale e occidentale attraverso la forza militare, l’estrazione di risorse e le operazioni di influenza. Dal 2018, il Wagner Group – ora riconfigurato come Africa Corps – ha perseguito con la violenza gli interessi di Mosca in Stati con governi fragili ma ricchi di oro, uranio, manganese e petrolio. Supportata dai mercenari, la Russia ha ottenuto accesso alle risorse critiche.
L’Africa Corps è radicato nella Repubblica Centrafricana, in Sudan e in Mali, dove scambia protezione dei regimi con oro, diamanti, legname e altri asset, spesso convogliati attraverso gli Emirati Arabi Uniti, snodo scarsamente regolamentato per l’oro africano.
Da quando Burkina Faso, Niger e Mali si sono allontanati dall’influenza francese, la Russia è diventata il loro principale partner per la sicurezza, supportando le giunte militari post-golpe e dispiegando addestratori, equipaggiamenti e supporto al combattimento contro gli insorti jihadisti. Insieme, Mali, Niger e Burkina Faso producono circa 230 tonnellate d’oro all’anno, rendendo il Sahel un importante produttore globale. La vicinanza della Repubblica Centrafricana al Sudan ha permesso a Mosca di consolidare accordi regionali. Il nostro focus è su Mali, Sudan, Repubblica Centrafricana e Burkina Faso – i principali avamposti russi per l’estrazione dell’oro nell’Africa occidentale.

In cambio di concessioni minerarie per l’oro, la Russia offre sostegno militare, reti di disinformazione e copertura diplomatica presso l’ONU – uno scambio iniquo presentato sotto il vessillo della “sovranità”.
REPUBBLICA CENTRAFRICANA (RCA): l’Africa Corps continua a sostenere il Presidente Faustin-Archange Touadéra, sfruttando fragili dinamiche di potere per assicurarsi un’influenza a lungo termine.
MALI: le forze russe hanno colmato il vuoto lasciato dalla Francia, supportando il leader della giunta Assimi Goïta nel mezzo degli scontri con gruppi legati ad al-Qaeda come lo JNIM.
SUDAN: attori legati al Gruppo Wagner si sono infiltrati nell’estrazione di oro e minerali, sostenendo le Forze di Supporto Rapido (RSF) in cambio di accesso esclusivo alle risorse.
BURKINA FASO: le compagnie militari private (PMC) russe – inclusa la Brigata Bear legata al Cremlino – supportano ora la giunta, operando fianco a fianco con l’Africa Corps.
COME OPERANO LE RETI ILLEGALI IN AFRICA OCCIDENTALE
Il Blood Gold Report stima che le reti collegate all’Africa Corps generino dall’oro africano circa 114 milioni di dollari al mese, utilizzando mercenari, società di comodo e governi deboli per eludere le sanzioni. Il modello di sfruttamento varia da paese a paese.
SUDAN
Wagner si è imposto come principale acquirente e contrabbandiere di oro, superando il settore artigianale locale. M-Invest, società sanzionata dagli USA, si è coordinata con Aswar, azienda legata all’intelligence sudanese, garantendosi l’accesso alle miniere e il contrabbando tramite voli militari. Aswar ha inoltre fornito alla Wagner l’accesso ai depositi di armi del Ministero della Difesa, inclusi veicoli blindati, droni e apparecchiature di comunicazione.
Fino al 90% dell’oro del Sudan lascia il Paese illegalmente. Un aereo ha trasportato una tonnellata d’oro nascosta sotto dei biscotti. Nel 2023, le sanzioni hanno costretto la Wagner a trasferire il controllo di Meroe Gold – una società di facciata per l’estrazione mineraria in Sudan – a una nuova entità con un unico dipendente, un ex manager della stessa Meroe.
Dal 2017, Mosca persegue la creazione della sua prima base navale africana sul Mar Rosso – un punto di strozzatura per il commercio e potenziale snodo per il contrabbando su scala industriale. Il Sudan ha approvato i piani nel 2025, ma una fonte militare anonima sostiene che il progetto sia, al momento, congelato.
MALI
Wagner non è riuscita a sequestrare le miniere industriali, quindi si è adattata. La giunta ha pagato in contanti per la sicurezza, facendo affidamento sulle entrate dell’oro per metà del proprio gettito fiscale. Aziende legate alla Russia hanno seguito i mercenari. Dopo che le forze sostenute da Wagner hanno conquistato Kidal nel 2023, una regione ricca d’oro, l’estrazione artigianale è aumentata vertiginosamente in tutta l’area.
Nel 2025, la giunta del Mali ha stretto una partnership con il conglomerato russo Yadran Group per costruire una raffineria d’oro nazionale. Il progetto segue il consolidamento dei legami militari ed economici di Assimi Goïta con la Russia sin dalla sua presa del potere nel 2021, mentre il Mali persegue la sovranità economica dopo la partenza della Francia.
BURKINA FASO
L’impronta della Russia è di tipo societario. La compagnia mineraria russa Nordgold gestisce già le miniere di Bissa e Bouly in Burkina Faso. In precedenza possedeva la miniera di Taparko, prima che venisse chiusa nel 2022 a causa di rischi per la sicurezza, secondo quanto riportato da Reuters.
Nell’aprile 2025, il governo di Ibrahim Traoré ha concesso una licenza mineraria industriale alla società russa Nordgold per un nuovo progetto aurifero presso il deposito di Niou, situato nella provincia di Kourwéogo, nella regione del Plateau-Central in Burkina Faso. Si stima che la miniera produrrà circa 20,22 tonnellate metriche (1.000 kg) di oro nei suoi otto anni di attività. Jilbey Burkina, una sussidiaria di Nordgold, mantiene una quota di proprietà dell’85%, legando Mosca ancora più profondamente all’economia estrattiva del Paese, riferisce Reuters.
REPUBBLICA CENTRAFRICANA (RCA)
Nella Repubblica Centrafricana (RCA), l’oro è il prezzo della sopravvivenza. Wagner si è assicurata l’accesso alla miniera di Ndassima – l’unico sito su scala industriale del Paese – dopo che il presidente Touadéra ha richiesto il supporto militare russo. Si stima che la miniera generi fino a 290 milioni di dollari l’anno, incanalati attraverso la società legata a Wagner, Midas Resources.
Nel 2023, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha smascherato i lucrosi affari della Russia in tutta la RCA. Il gruppo ribelle locale Unité pour la Paix en Centrafrique (UPC) ha collaborato con Midas Resources, violando direttamente le sanzioni ONU e le leggi minerarie nazionali. Diamville SAU, che era controllata anch’essa da Yevgeny Prigozhin, acquista oro e diamanti dalla RCA per convertirli in contanti.
La società Industrial Resources General Trading, con sede a Dubai, ha fatto da intermediaria per l’oro e i diamanti della RCA per conto di Prigozhin, lavorando con Diamville per trasferire fisicamente denaro e risorse in Russia, anche dopo l’imposizione delle sanzioni statunitensi.
Nel frattempo, la russa OOO DM contribuisce a monetizzare queste risorse, riportando fondi e materiali in Russia. Insieme, questi attori permettono al Cremlino di assicurarsi minerali strategici eludendo le restrizioni internazionali.
VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI E SICUREZZA GLOBALE
Africa Corps, le milizie sostenute dalla Russia in Africa, sono state ripetutamente accusate di violazioni dei diritti umani, tra cui uccisioni extragiudiziali, torture e stupri, usati per terrorizzare civili, consolidare il controllo e facilitare lo sfruttamento delle risorse auree.
A luglio 2025, almeno 11 persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco dai mercenari Wagner presso la miniera d’oro di Ndassima, nella Repubblica Centrafricana. Secondo i testimoni, le vittime erano abitanti dei villaggi vicini che cercavano residui d’oro e ghiaia quando sono stati uccisi senza preavviso. Appena due settimane dopo, i mercenari ne hanno catturati altri dieci, rinchiudendoli per diversi giorni all’interno di container metallici esposti al sole, come riportato dal Telegraph.
Tra il giorno di Natale e Santo Stefano del 2025, i mercenari Wagner hanno ucciso 32 civili nel villaggio di Sarayebo, nella Repubblica Centrafricana. Secondo quanto riferito, le vittime erano pastori sudanesi che erano entrati nel Paese in cerca di pascoli e acqua per il loro bestiame. Appena pochi giorni dopo, una coppia è stata decapitata.
Uno studio intitolato Architects of Terror ha rilevato che il 5,6% della popolazione della RCA è deceduto nel 2022 – un tasso più che doppio rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. I ricercatori hanno avvertito che le operazioni del Gruppo Wagner hanno esacerbato la crisi umanitaria in tutta la nazione.
Presso le miniere d’oro di Kouki, nella Repubblica Centrafricana, si riferisce che Wagner abbia condotto un’operazione militare su vasta scala. Alcuni minatori sono stati arrestati, altri che tentavano di fuggire sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco, e altri ancora sono stati legati agli alberi prima di essere selvaggiamente torturati. In Mali, gruppi sostenuti dalla Russia hanno compiuto decine di esecuzioni sommarie e sparizioni forzate di uomini di etnia Fulani dal gennaio 2025, secondo quanto riportato da Human Rights Watch. Civili maliani sono stati detenuti, torturati e giustiziati dalla Wagner; i sopravvissuti raccontano di waterboarding, elettrocuzione e fucilazioni di massa per rappresaglia, riferisce Le Monde.
In Sudan, Wagner ha attaccato i campi di minatori migranti nei pressi di Am Daga, sparando indiscriminatamente, distruggendo attrezzature ed edifici e saccheggiando motociclette. I testimoni hanno descritto una fossa comune contenente 20 vittime e hanno riferito di un numero di morti fino a 70, inclusi i propri parenti, mentre altri hanno parlato di centinaia tra feriti e uccisi, come riportato dal Guardian.
PERCHÉ QUESTO È RILEVANTE PER LE SANZIONI E LA SICUREZZA GLOBALE
La morsa della Russia sull’oro africano è molto più di una questione regionale: rappresenta una sfida diretta alle sanzioni occidentali. Attraverso il contrabbando e il riciclaggio d’oro attraverso Stati fragili, Mosca aggira le restrizioni economiche, finanzia la sua guerra in Ucraina e mina l’efficacia del sistema finanziario globale. L’Africa è diventata il tesoro alternativo del Cremlino, dove ogni oncia estratta rafforza la macchina bellica russa e devasta vite umane.