Manifesto

La pace non è solo assenza di guerra. La pace è giustizia, libertà e rispetto del diritto.

In un mondo dove i conflitti si moltiplicano e le regole vengono troppo spesso calpestate, vogliamo affermare un principio semplice e universale: non esiste vera pace se nasce dall’ingiustizia. La pace giusta è semmai una conquista della civiltà.

Le guerre che devastano le nostre società — dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa — hanno una radice comune: la violazione delle regole condivise, la pretesa che la forza possa sostituirsi al diritto, che la conquista possa avere più valore delle libere scelte dei popoli, che l’aggressione possa diventare normalità. L’abbiamo già visto nella storia, ma chi rinuncia oggi alla pace giusta non dà ragione alla storia, rinuncia alla civiltà conquistata con il sangue della storia.

Il rischio che oggi corriamo è che la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale (a partire da quello umanitario) appaiano come insiemi di norme inapplicabili e di facciata, orpelli di un’altra epoca, anziché il fondamento della convivenza civile tra i popoli. Quando queste regole vengono ignorate, il mondo precipita nell’arbitrio e a prevalere è chi aggredisce. Viceversa, quando vengono difese, nascono le condizioni di una pace vera e duratura.

Non possiamo esimerci dall’affermare che la pace giusta è l’unica pace possibile. Qualsiasi compromesso che premi l’aggressore, che legittimi l’oppressione, che avalli il crimine, non è pace: è soltanto la premessa della prossima guerra.

La pace giusta richiede responsabilità. Nessun atto di resistenza può essere equiparato a un atto di violenza. Confondere aggressore e aggredito pregiudica il diritto della vittima di ottenere giustizia.

La pace giusta è universale. Vale in ogni luogo in cui cadono bombe, in cui muoiono innocenti, in cui si schierano eserciti per sete di potere o per desiderio di sopraffazione. Non ci sono guerre “minori” né popoli sacrificabili.

La pace giusta è pace di regole, non di ricatti. Dove si accetta una “pace sporca”, lì si premia chi calpesta i trattati, ignora i principi di uguaglianza e di solidarietà e si incoraggia ogni futuro aggressore a tentare la stessa strada.

La pace giusta è democratica. Promuovere la democrazia significa promuovere la pace, perché le democrazie non si aggrediscono tra loro.

Siamo consapevoli che la strada che conduce alla pace giusta non è facile né breve, ma la storia ha già dimostrato che è l’unica in grado di durare. La pace ingiusta è solo una guerra mascherata, perché oppressione e sopraffazione non cancellano le sofferenze dei popoli, le rendono solo silenziose. La pace ingiusta lava le coscienze degli inetti.

È il momento delle scelte e dell’impegno civile. È l’ora di decidere se diventare meri consumatori e consumatrici di libertà che abbiamo scoperto non essere né gratuite né infinite, oppure contribuire a proteggerle e nutrirle per noi stessi e per chi verrà dopo di noi, mettendo a sistema valori, energie, volontà e idee. Impegniamoci insieme a lavorare perché questa visione diventi patrimonio condiviso delle società civili e delle istituzioni democratiche.

Perché difendere la giustizia oggi è l’unico modo per garantire la pace di domani.

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